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Giovedì 8 luglio
CONCERTO SINFONICO
Sergei Rachmaninoff
Concerto n. 3 op. 30 in re minore per pianoforte e orchestra
Allegro ma non troppo
Intermezzo: Adagio
Finale: Alla breve
Ludwig van Beethoven
Sinfonia n. 5 op. 67 in do minore
Allegro con brio
Andante con moto - Più moto
Allegro
Allegro – Presto
Direttore
Daniele Rustioni
Pianoforte
Alexander Romanovsky
Orchestra 1813
Due giovani talenti a confronto, all’inizio della loro carriera, ma già in rapida ascesa. Che decidono di affrontare insieme un programma arduo. Arduo perché mille volte già eseguito da illustri interpreti, perché pagine sofferte di grande virtuosismo tecnico e di ampio respiro musicale, perché eseguire quel repertorio significa guardarsi nel profondo, con schietta sincerità. La Sinfonia del destino e il Rach 3 - per utilizzare espressioni non del tutto ‘ortodosse’ – sono capolavori del grande repertorio sinfonico, di grande impatto popolare, ma sono anche composte da pagine sottili che lentamente avvelenano il nostro animo, lasciandoci interdetti e ‘addicted’.
Il film di Scott Hicks del 1996, Shine (chi non rammenta l’angoscia borderline del protagonista… ), è solo una delle tante letture del concerto di Rachmaninoff, qui affidato – non a caso – ad un pianista russo, Alexander Romanovsky. Italiana, anzi comasca, invece l’Orchestra 1813 che si trasferisce nei mesi estivi a Villa Olmo per sostenere il ‘peso’ sinfonico di questo programma, diretto dall’abile bacchetta del milanese Daniele Rustioni.
Alexander Romanovsky – Pianoforte
Un autentico prodigio nel vero senso della parola, il giovane ucraino colpisce per l’eccezionale maturità, le sorprendenti interpretazioni, l’ineguagliabile tecnica, il virtuosismo e quella rara passione per la musica, che traspare da ogni singola nota e per cui è stato definito dai critici «l’erede della grande tradizione dei pianisti russi».
Dimostra il suo straordinario talento musicale fin dall’infanzia; debutta in concerto all’età di 9 anni, e si esibisce già a undici anni come solista con i Virtuosi di Mosca sotto la prestigiosa direzione del Maestro Spivakov a Kiev, negli Stati Baltici ed in Francia, così come con la St. Petersburg Philharmonic Orchestra.
Trasferitosi in Italia, seguendo il Maestro Leonid Margarius, allievo di Regina Horowitz, sorella del leggendario Vladimir, Romanovsky riceve la laurea honoris causa dall’Accademia filarmonica di Bologna per la sua interpretazione delle Variazioni Goldberg di Bach a soli 15 anni: onorificenza conferita soltanto a Wolfgang Amadeus Mozart e Gioacchino Rossini alla stessa età. Due anni dopo vince il primo premio del Concorso Internazionale F. Busoni, affermandosi come uno dei più grandi giovani talenti del nostro tempo. Gli anni seguenti lo portano a suonare nelle sale più prestigiose d'Italia, Europa, Giappone, Hong Kong e Stati uniti d'America. Ha ottenuto l'Artist Diploma presso il Royal College of Music di Londra.
Artista Decca, ha già all’attivo: Schumann, Symphonic Etudes op. 13 e Brahms, Variazioni sul tema di Paganini, che ha riscosso ampio successo di pubblico. La stampa lo ha definito come «l'ultimo pianista degno di essere accolto come vero erede della grande tradizione russa» (Andrew Clements, The Guardian). Del tanto atteso CD degli Études-Tableaux op. 39 e Variazioni su un tema di Corelli di Rachmaninoff da poco pubblicato, Gramophone ha scritto: «è un'incisione magnifica, fine e intelligente, piena di idee brillanti che affiorano dalle dense trame musicali e che soddisfano completamente le istanze basilari del cosiddetto pianismo russo. La tecnica è solida, la forza emotiva è avvincente e c'è perfino un particolare spirito old-fashion ».
La stagione 2009/10 prevede recitals alla Wigmore Hall di Londra, Colmar Festival in Francia, East Neuk Festival in Scozia; concerti con l'Orchestra del Teatro Mariinsky con Valery Gergiev a San Pietroburgo, con l'Orchestra nazionale russa e Mikhail Pletnev a Mosca, con la Royal Philharmonic Orchestra al Barbican Centre di Londra.
Daniele Rustioni - Direttore d'orchestra
Con un emozionante debutto nella Cavalleria rusticana di Mascagni nello storico allestimento di Liliana Cavani al Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo, Daniele Rustioni ha fatto a soli 24 anni il suo ingresso nella scena musicale internazionale. Acclamato dalla critica come una rivelazione, il giovane direttore è stato immediatamente nominato principale direttore ospite della seconda scena lirica pietroburghese. Ha compiuto gli studi musicali presso il Conservatorio G. Verdi di Milano dove si è diplomato a pieni voti in organo, composizione organistica, pianoforte, direzione d’orchestra. Si è perfezionato in direzione all’Accademia superiore musicale pescarese, all’Accademia musicale chigiana di Siena (diploma d'onore) e alla Royal Academy of Music di Londra. Ha inoltre partecipato a masterclass con Sir Colin Davis, Kurt Masur e Gianandrea Noseda, che ne ha subito notato lo straordinario talento e ne è divenuto il principale mentore.
Nel 2007 ha debuttato con l’Orchestra del Teatro Regio di Torino in un concerto dedicato a musiche di Mozart; e vi è tornato nel luglio 2008 per il debutto operistico in Italia con La bohème di Puccini nell’ambito del Festival estivo del Castello di Racconigi. Ha diretto concerti all’estero con la Russian National Philharmonic Orchestra di Mosca, l'Orchestra Filarmonica Accademica di San Pietroburgo, la Welsh National Opera Orchestra al Covent Garden di Londra e in Italia l'Orchestra della Toscana (ORT), Orchestra dell'Accademia del Teatro alla Scala, "I Pomeriggi Musicali", l'Orchestra dell'Accademia del Festival Settimane Musicali di Stresa.
Al Teatro Mikhailovskij di San Pietroburgo ha diretto nuove produzioni di L’elisir d’amore, presentata in tournée al Teatro Bolshoj di Mosca, Pagliacci (regia Liliana Cavani), Rigoletto e La traviata, oltre a concerti lirico-sinfonici e alla Messa di Requiem di G. Verdi, che ha diretto in seguito alla Sala Grande della Filarmonica di San Pietroburgo. Nel corso della stagione 2008/09 è stato assistente di Antonio Pappano alla Royal Opera House, Covent Garden nell’ambito del progetto Jette Parker Young Artists Programme.
Nella stagione 2009/10 ha debuttato Norma nella stagione del Circuito Lirico Lombardo, alla Fenice di Venezia con Il barbiere di Siviglia, al Teatro Comunale di Bologna con L’elisir d’amore e con l’Orchestra dell’Arena di Verona in un programma sinfonico. Nel maggio 2010 è tornato al Teatro Regio di Torino con La bohème. Nell’ottobre 2010 debutterà al Teatro alla Scala con la ripresa della storica produzione di Jean-Pierre Ponnelle de L’occasione fa il ladro e tornerà successivamente ai Pomeriggi Musicali. Nel novembre 2010 dirigerà una nuova produzione di Otello nella messa in scena di Edmuntas Nekrosius mentre nel dicembre 2010 dirigerà la Messa di Requiem con la Filarmonica di Helsinki. Nella stagione 2010/11 farà il suo debutto alla Welsh National Opera con una nuova produzione di Così fan tutte e alla Royal Opera House di Londra con Aida.
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