
Chiostro S. Abbondio
Il complesso storico di S. Abbondio è uno dei migliori esempi dell’architettura romanico-lombarda della zona. L'intero complesso è composto dalla basilica, dai fabbricati in fregio all'antica via Regina con l'antica ex-chiesa dedicata ai Ss. Cosma e Damiano e dal Chiostro. Risultato della sovrapposizione di successivi interventi, attuati fin dal V secolo d.C., è una delle testimonianze artistiche più ricche di storia e di memoria per la città. Dopo otto anni di lavori di restauro, la riapertura del Chiostro è stata inaugurata nell’aprile 2007 con un concerto dell’Orchestra 1813. Ospita attualmente sede della Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi dell’Insubria.
Stadio Giuseppe Sinigaglia
Lo stadio è stato ultimato nel 1927 in occasioni delle Celebrazioni Voltiane. All’epoca risultò una struttura all'avanguardia grazie al velodromo, l'anello di terreno che stava ai bordi del campo di gioco e che era dotato di una curva parabolica tra le più impegnative di Europa. Nel 1990 sono terminati i lavori di ristrutturazione che hanno interessato la tribuna. A metà degli anni ’90, la medesima sorte è toccata al settore distinti, poi nel 2002 alla storica ‘Curva Azzurra’ che si è trasformata in ‘Curva Como’, aumentando la capacità da 3500 a 5000 spettatori. In ultimo è stata rifatta nel 2003/04 la curva ospiti. La capienza attuale dello stadio è di 13.600 persone.
Villa Olmo
La villa, di stile neoclassico, fu commissionata dal marchese Innocenzo Odescalchi ed edificata su una proprietà del XVII secolo denominata ‘dell’olmo’ per la presenza di un albero secolare, oggi non più esistente. I lavori iniziarono nel 1782 sotto le direttive dell’architetto Innocenzo Ragazzoni ma, successivamente, gli Odescalchi si rivolsero al più celebre Simone Cantoni, che riuscì ad ultimare l’edificio nel 1789, mentre i corpi laterali (più tardi abbattuti), furono aggiunti nel 1796. L’anno successivo, la villa fu inaugurata da Napoleone che vi giunse con la moglie Giuseppina e la sorella Elisa, mentre nel 1809 vi soggiornò anche Ugo Foscolo. Alla morte di Innocenzo Odescalchi nel 1824, la villa passò alla famiglia Raimondi, poi ai loro eredi i Visconti di Modrone. Nel 1925 la villa fu acquistata dal Comune di Como che la inaugurò nel 1927 con la grande Esposizione Voltiana. Da allora è il centro delle attività culturali comasche, dove sono organizzati concerti, spettacoli teatrali, congressi, dibattiti e mostre. Dal 1982 è inoltre la sede del Centro di Cultura scientifica Alessandro Volta.
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